Gestazioni: Blonde Redhead

Se tutto va bene, avremo presto un nuovo album dei Blonde Redhead che, anche se un po’ incanutiti, non sembrano avere segni di cedimento:

Friends, Sorry we’ve been a bit out of touch. We’ve been really busy, locked away writing for our new album. We’re really excited about what we’ve been doing! At the end of April however, we’re coming out for one quick show in Virginia. If you’re able, we hope some of you can make it.

Siate pronti al peggio

Concordo con gli Amor Fou, Pronti al peggio piace anche a me e qualche volta perdo un po’ di tempo a guardare Fossifigo. Ricordo ad esempio una puntata con Jukka Reverberi in un campo nomadi, o i Disco Drive costretti a improvvisare una canzone con degli oggetti assurdi
Però questo breve video girato a Piazza Fontana suscita in me due riflessioni ben poco artistiche:

  1. se trovassi in giro a poco prezzo uno di quei vibrafoni portatili me lo comprerei sicuramente, d’impulso.
  2. ascoltate bene verso il minuto 1:00: c’è qualcuno che, vista la telecamera, comincia a gridare “Italia Uno!“.
    Dite che non siete pronti al peggio.

Retro Facebook, per quelli che…

Per tutti quelli che “il vecchio Facebook era meglio”: basta un Firefox o un altro browser della famiglia Mozilla e un semplice script per fare tornare l’homepage molto simile a quella che era prima dell’ultimo, chiacchieratissimo, restyling.

E se siete stufi di sapere a quale tipo di cioccolato assomigliano decine di vostri amici o quanti punti ha fatto tizio all’ennesimo giochino, Facebook Purity è quello che fa per voi.

Per utilizzare entrambi gli script vi consiglio di installare Greasemonkey invece di Stylish.

Devo sedermi

Lo ammetto, Carver è stato una scoperta tardiva. Una folgorazione che è arrivata quando cominciavo ad avere i miei punti fermi, quando le convenzioni e le abitudini cominciavano a sedimentarsi.
Ricordo di aver letto Perchè non ballate? Ho chiuso il libro ed ero innamorato perso, colpito allo stomaco da una sorpresa assolutamente inaspettata. Uno di quei colpi di fulmine che da adolescente ti fanno innamorare indistintamente di cose o persone così, in un attimo.

Non avevo mai letto uno stile così asciutto e tagliente, così essenziale. Forte.
Inutile dire che ho letto e riletto tutto quello che sono riuscito a trovare, diventando uno dei tantissimi che considerano Carver un genio, un maestro da ammirare, imitare ed invidiare.

Oggi, anche in questo caso in ritardo, scopro che Carver non è quello che credevamo.
Per qualche minuto mi è quasi mancata la terra sotto i piedi.
Mi ci è voluto qualche giorno per recuperare l’articolo che Baricco ha scritto su Repubblica lo scorso 17 marzo e trovare il coraggio di leggerlo, anche se sapevo già: in realtà Carver non sarebbe Carver senza un tale Gordon Lish, un editor che prese i suoi primi racconti, li tagliò e li maneggiò così tanto da far nascere il minimalismo letterario di cui ci siamo tutti innamorati.
Insomma, la famosa farina non veniva tutta dallo stesso sacco.
Ho lasciato decantare la notizia per qualche giorno, e grazie al cielo nel frattempo sono arrivate ben altre notizie. Ho riletto, ho ripensato.
I racconti sono stupendi, perfetti. E’ vero, forse troppo perfetti, come se fosse ovvio che dietro c’è tutto un lavoro, una “manifattura” come dice Baricco.
Ma sono stupendi e questo basta.
Einaudi pubblica principianti, ovvero la stesura originaria dei racconti che poi Gordon Lish fece diventare Di cosa parliamo quando parliamo d’amore. Credo che lo comprerò, ma senza fretta.

(Il titolo più ovvio se l’è preso prima Wittgenstein, da cui ho saputo).