Book p0rn

Non so se vi è mai capitato di parlare con una donna diciamo procace e trovarvi continuamente nell’imbarazzante consapevolezza che invece di guardarla negli occhi mentre vi sta parlando, il vostro sguardo cada inevitabilmente e (sigh) ripetutamente sul suo generoso décolleté.

Ecco, è già la seconda volta che a me capita questo: vado a casa di questi conoscenti che nell’ingresso hanno una monumentale libreria: zeppa di libri tutti diversi, disordinata – uno splendore.
E’ lì davanti che ci scambiamo i convenevoli durante la consegna e restituzione dei figli, e siccome per loro è sempre “ancora 5 minuti”, capita che si facciano due chiacchiere.
Il problema è che, nonostante i conoscenti in questione siano persone simpatiche che dicono anche cose interessanti, ogni volta mi sorprendo a vagare con lo sguardo fra i titoli della suddetta libreria mentre loro mi parlano ed è solo a fatica (e per poco tempo) che riesco a riportare il mio sguardo dove l’educazione vorrebbe.

Quando entro in una casa, se posso, subito mi fiondo a curiosare fra i titoli a portata d’occhio. Chissà che non mi dicano qualcosa dei padroni di casa, chissà che non mi sorprenda un volume che proprio non mi sarei aspettato.
Le collezioni di dischi sono ormai praticamente sparite dalle case, i libri ancora resistono forse perchè siamo più affezionati alla carta che al vinile, forse perchè il formato elettronico che li dovrebbe sostituire non è pratico come invece accade per la musica e per i film, o semplicemente in qualche caso qualche volume nel posto giusto è il complemento d’arredo perfetto.

Non me ne vogliano questi cari amici: la prossima volta obbligatemi a sedermi in soggiorno davanti alla TV e giuro che la mia attenzione sarà tutta vostra.

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