Uno specchietto alla narici

Ciao blog, ti starai chiedendo cosa succede, perchè trascuro così le tue pagine.
So cosa stai pensando, è vero, ci sei sempre stato quando ho avuto bisogno di sfogare quel mio spleen ricorrente, le mie paranoie prevedibili come la nebbia d’autunno qui in pianura, le mie stronzate estemporanee che qualcuno ama bersi.

Qui fuori c’è un lavoro che impone orari massacranti, che quando torni a casa pensi solo a dormire, un frigorifero da riempire, panni da lavare, genitori da andare a trovare…
E poi c’è una vita che sa tanto di nuovo, e lo sai che gli odori per me sono importanti.
C’è la famosa bolla: ho scoperto che mi piace starmene lì, in assenza di rumori dall’esterno, ad ascoltare cose che non sapevo di avere più dentro; il mio solito disordine.
Insomma, considerami impegnato nelle pulizie di primavera.
Non butto via niente ma cerco un posto per ogni cosa. E qui è pieno di cose impolverate, di scatole nuove ancora da aprire, di CD dei Pearl Jam che finiscono chissà come mai nello stereo dopo tanto tempo.
E’ tornato il grunge. Doveva farlo prima o poi… lo sapevo.
E allora mettiamo in ordine, una volta tanto.

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