Trent’anni suona come una sorta di traguardo o di precipizio.
Per quanto mi riguarda ho sufficiente anestesia in corpo per superare questa domenica con un balzo degno del miglior Yuri Chechi. E poi sarò troppo impegnato a divorare arrosticini nella terra di D’Annunzio per pensare ad altro.
Ci sentiamo la prossima settimana.