Questo primo post dell’anno poteva anche intitolarsi che ne so, Confuso e felice o come un’altra dozzina di canzoncine che noi attorno ai trent’anni abbiamo ben fisse nelle orecchie, che ci piaccia o no. Non si può fare la fatica di cercare un titolo migliore oggi, a quest’ora, già sdraiato in un letto sfatto da giorni.
La testa mi frulla per una discreta quantità di ricordi recenti, pensieri e piccole illuminazioni, sottosopra da poche ore di sonno e troppe di lavoro.
Ci sono dentro auguri convenzionali e non, sorprese piacevoli che non mi va di raccontare e la convizione che se fossi un animale sarei un cane, probabilmente un affettuosissimo bastardino di quelli che camminano di fianco al padrone senza guinzaglio.
Lo stato in cui ho passato questo primo giorno dell’anno è molto simile a come vorrei gli altri 364 giorni a venire. Che mi accontento di poco lo sapevate, no?