Abito a Milano solo da qualche mese, trasferitomi nella grande metropoli da una cittadina che vorrebbe essere città ma è tanto paesone, però le magagne che segnala Haramlik già le avevo subodorate.
Giusto stasera a tavola si valutavano i probabili candidati sindaco e non ci si è infervorati molto, nemmeno su Dario Fo…
Così, mentre la nostra suddetta blogger si perdeva in una Milano sempre meno capitale europea, il sottoscritto tornava al natio paesone, accolto da abbondanti libagioni, i migliori vini dell’Oltrepò Pavese ed un buon numero di amici che non incontrava talvolta da anni. Amarcord e un pizzico di commozione in almeno un’occasione, promesse di rivedersi per cene e aperitivi, rapidi controlli alla rubrica per vedere se il cellulare è sempre quello.
Il tutto corredato da Desperate youth, blood-thirsty babes ascoltato a ripetizione nei momenti di solitudine. Io le ragazze assetate di sangue le ho viste anche a Natale, ma le ho chiamate in un altro modo.