Stamattina, mentre un odioso esercito di pendolari dello shopping invadeva Milano, i suoi mezzi pubblici e le vie del centro, il sottoscritto era riccamente confezionato in una morbida trapunta dove è rimasto fino ad un’ora che è meglio non specificare.
Sognavo di essere di fronte ad una classe di ultraquarantenni, per lo più maschi e vestiti decisamente casual che, incastrati nei banchi troppo piccoli per loro, si ostinavano a fumare durante la lezione. C’era specialmente un ciccione in camicia di jeans che nascondeva la sigaretta malamente sotto al banco e faceva la faccia da schiaffi.
Mi sono svegliato imbufalito. Poi ho sentito il vento freddo battere le tapparelle, ho pensato a quello che stava succedendo oltre la mia coltre di penombra e l’umore è tornato ottimo. Ho dormito un’altra oretta.
Se mai vi siete chiesti a che punto sono con i regali di Natale adesso provate ad immaginare.