Se non sbaglio cose del genere sono ancora un reato, per la legge italiana.
Ricordo lo stesso caso qualche tempo fa, il solito Di Canio che faceva dichiarazioni furbette e i tentativi di minimizzare l’accaduto da parte di (tra gli altri) Sandro Curzi – comunista sì, ma prima di tutto tifoso della Lazio. E quando entra in ballo il calcio non c’è ideologia o memoria storica che tenga. Forse nemmeno il pudore.
Il signor Di Canio potrebbe avere almeno il coraggio dei propri gesti, senza poi cercare di mascherare il saluto sventolando il braccio come se stesse salutando la mamma che parte col treno.