Il kebabbaro triste

Se entri da un kebabbaro greco e questo ti accoglie con una gentilezza che neanche all’Hilton, ti spiega tutti i piatti e ti consiglia quali dolci assaggiare è infallibile che:

  1. ha aperto da 3 settimane
  2. clienti pochi, soprattutto con quello che paga per affittare quel buco nella via principale della città

Il tizio in questione è un ragazzo italianissimo con una “passione da sempre per la Grecia” che è partito con il classico entusiamo che compete a quelli come lui, senza badare a spese nell’arredamento del locale nè tantomeno nei gadget (cappellino e grembiule ricamato).

La (il?) pita gyro era buonissima, migliore del normale kebab, il vino bianco gradevole e il gestore ovviamente gentilissimo. Anche i dolci, con tutta quella cannella, erano niente male. I miei migliori auguri.

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