Dopo mesi in cui giaceva inascoltato, oggi mi è capitato di lavare i piatti ascoltando di nuovo Bianco sporco dei Marlene Kuntz, disco che avevo snobbato parecchio quando era uscito.
La chiave è proprio la traccia di apertura, Mondo cattivo: i Marlene son sempre loro, più amareggiati che incazzati. E La musica e soprattutto i testi sono proprio così: lo stesso inconfondibile stile, spuntato ed annacquato, Godano che ora punge come al solito, poi si illanguidisce ma troppo, si accrocchia sulla parole ricercata quasi fosse uno dei suoi tanti emuli che girano le sale prove e i piccoli palchi.
Un disco con quegli sprazzi a cui nessuno che abbia amato i Marlene può rimanere indifferente, forse una evoluzione che doveva inevitabilmente accompagnarsi alla maturità, ma noi che non usciamo mai dall’adolescenza si continua ad ascoltare i primi tre.
Se riesco a farmi piacere anche quello nuovo degli Afterhours sarà come rimettersi a pari con le materie trascurate nel primo quadrimestre.