Tra le braccia del materasso

Indugio ancora un poco
il giorno nuovo arriva fioco
e bianco lattiginoso
spero in un mal di gola
alla sveglia chiedo un'ora o niente
mi darò assente
decidere non è mio pregio
son nato stanco ci penserò domani

Ghiro
son ghiro e mi ritiro
sei mesi sotto le lenzuola
dall'altro lato mi rigiro

I dubbi della vita mi pongo
ma più ci ripenso
più nel letto sprofondo

Alzarmi al freddo presto giammai
di disgrazie di guai abbastanza ne passai
Rumino gli stralci di ieri
c'ho sogni più veri e gonfi
di desideri

nella branda che cancella e spazza
via pensieri aguzzi e vivi
costati una notte di Nirvana
Ma se esco fuori che esco a fare
tanto è la stessa parte da rifare
chiedere aiuto oggi non vale più
chiamarti poi mi pento
insabbio e prendo tempo
che tormento

Ghiro
e ancora mi ritiro
e di qui sotto vedo bene
che il cambio poi non mi conviene
devo uscire trovarmi il posto
l'appartamentino le ferie in agosto
pagare i soldi le multe l'affitto
la carta da bollo per ogni diritto 

...

(Vinicio Capossela, Guiro)

Son giorni questi in cui puntare la sveglia è inutile. Poco c’entra che abbia dormito poco o tanto, il mio lettone appena comprato è l’amante più accogliente che mi possa permettere adesso. E tra le sue braccia indugio fino ad orari a dir poco vergognosi.
Le conclusioni preferisco non trarle…

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