Ecco la risposta alla mia collega che oggi sosteneva che l’esecuzione era la cosa giusta da fare “contro i terroristi”.
Intanto il Corriere di oggi piazza in prima pagina Angelo Panebianco a dire che per battere il terrorismo bisogna accettare la limitazione delle libertà personali, e Severgnini che dice più o meno la stessa cosa riguardo al controllo delle email.
Nessuno che venga sfiorato dall’idea che questa potrebbe essere uno dei tanti obiettivi a cui mirano i “terroristi” e che sono anche queste piccole grandi libertà che dovrebbero rendere così superiore la nostra civiltà. E qui ci vorrebbero badilate di virgolette.
Quella facciata di paladini dei diritti e della democrazia la stiamo perdendo, insieme alla lucidità e a troppe vite umane sprecate inutilmente.