Il libro del piangere notturno a testa nuda

Voi le avete le voci nella testa?
Ebbene, Learco Ferrari le ha, e gli dicono che Si chiama Francesca, questo romanzo è un romanzo d’amore, per giunta brutto. Learco invece sostiene che è la storia di un trasloco.
Oppure è la storia di un omino che se ne va per Parma col suo cappellino e il suo cappottino. Sempre in autobus tra Basilicanova e Parma, con queste maledette voci che fanno un gran baccano lì dentro alla sua testa.
Come dice la quarta di copertina ci sono un sacco di cose, dentro a questo libro. Ad un certo punto ci sono degli scrittori talmente importanti che probabilmente sono certificati ISO-9000, ci sono tante storielle sufi, una ragazza che impara a rispondere da sufi e un’altra ragazza a cui piace cantare le canzoni della radio.
E poi c’è questo omino, che porta una tutina speciale sotto i vestiti, che si ingarbuglia con le parole da dire alle ragazze anche se fa lo scrittore, che alla fine, a furia di cantare per strada e telefonare alla sua amica di Bologna, metterà le sue cose nei cartoni e andrà a vivere proprio a Bologna.

Un Paolo Nori in grande spolvero continua la saga di Learco Ferrari con quello che è probabilmente uno dei suoi migliori romanzi.

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