C’è qualcosa che mi sfugge, se negli ultimi giorni sono andato a ripescare dischi che non ascoltavo da mesi e mesi, a volte anni.
Ho ucciso paranoia, Black Heart Procession e persino uno Stevie Ray Vaughan live, saltando direttamente ai brani che facevamo col mio primo gruppo, i Duck Talk. Ommioddio, devono essere passati più di 10 anni.
Adesso che ci penso, facendo due conti:
- un chitarrista vive negli Stati Uniti,
- l’altro lavora in banca e lo incontri sul treno delle 7.41,
- Marco, il cantante, lo abbiamo convinto a prendere lezioni di canto e ha scoperto che gli piace la lirica. Adesso ha una bambina, lavora e fa le acrobazie per continuare a studiare e fare qualche opera. Almeno così faceva due anni fa, quando l’ho visto l’ultima volta,
- Michele il batterista è letteralmente sparito, perso in qualche paesino sulle colline, o chissà,
- Nicola, che ci dava la sala prove, ci portava le bottiglie di vino e sapeva suonare ogni strumento di sicuro adesso suona il contrabbasso in un gruppo jazz, ma dubito che diventerà mai un avvocato. I miei auguri.