Sound of white noise

Vorrei dire qualcosa di sagace o di infirgadamente commuovente, dedicarvi almeno una canzone ma ho l’encefalo che ronza al minimo,
giro ai bassi, volo ancora più basso.
Anche gli Anthrax non hanno fatto una bella fine quando hanno lasciato l’euforia e cominciato a sentire il rumore bianco. Che strano, il libro di DeLillo mi era piaciuto, parlava del senso di morte.
Forse stai morendo se son due giorni che ti ritorna in mente Scott Ian e tu pensavi di averlo completamente rimosso.

In fase editoriale ho scartato, per timore di scatenare reazioni eccessive ed incontrollabili da parte dei lettori, le seguenti notizie:

  1. Gmail adesso è anche in italiano.
    Se esiste ancora qualcuno che si sente escluso, emarginato perchè tutti hanno un account Gmail, io ho ancora inviti a iosa, basta chiedere.
  2. Ieri alla stazione di Bologna ho visto Giovanni Lindo Ferretti che correva come tutti gli altri per prendere un treno.
    Il rituale vuole che dopo ogni mio avvistamento di personaggi variamente famosi io chiami mio fratello e quello mi dia del pirla perchè rimango sempre del tutto indifferente, non emetto gridolini di gioia nè mi genufletto nella posa del querelante autografo/fotofonino. Una tradizione che mi piace rispettare.
    E’ che devo ancora capire se c’è qualcuno che per me è un mito.
    Max Pezzali è di queste parti; così come Baricco fa i corsi di scrittura, lui prima o poi farà un corso di mitologia metropolitana ed io sarò lì a farmi illuminare.
    Tra parentesi, è un sacco che non vado a Pavia, ma mi hanno detto che la sala giochi Jolly Blue sia stata chiusa.
    O tempora, o mores

Chi non lavora non fa l’amore e chi non connette se ne va a dormire.
. [dot]coma delenda est.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.