
L’ho sempre pensato: il solo suono della chitarra all’inizio di Retrattile dei Marlene Kuntz vale i soldi del CD: fangosa e velenosa, proprio come ci vuole per quello sputasentenze di Cristiano Godano.
La memoria non mi inganna, questo è il pezzo che mi ha convinto che i Marlene Kuntz mi piacevano. Era un mese di giugno, l’anno non me lo ricordo. C’era un palco piccolo e scarno, gente a gruppuscoli, caldo, birra e giovani rocker oltrepadani. Amarcord.
Sentirsi cantare Probabilmente io meritavo di più
tocca da sempre i punti giusti, in questi paraggi. Erano i suoni che prendevano a schiaffi le mie orecchie ancora troppo rock & roll e felpate di grunge, le chitarre uscite dalla scuola dei Sonic Youth, così adatte alle parole rabbiose e agli urli nevrotici.
Ancora adesso, stasera, a distanza di non so quanti anni, Il vile rimane il mio disco preferito per quella sua atmosfera cianotica, viola e tagliente.
Chissà come mai è finito a farmi compagnia proprio questa sera…
Congratulaziò! o! niiii!