Alle sei di mattina, in questa cittadina di pendolari e lavoratori di vario genere, le macchine già sciaguattavano nella neve.
Il silenzio rimaneva solo nelle strade secondarie, dove le ruote avevano fatto solo due piccole tracce e sui marciapiedi le sole impronte erano quelle alle tue spalle.
Paesaggio scandinavo, aria frizzante sulle guance e Telefon Tel Aviv nelle orecchie.
E diamine, questi Telefon Tel Aviv scivolano bene sulla neve di prima mattina.
Piedi freddi di neve e arance israeliane nella testa: nouvelle cousine sinestetica. Scusate se è poco.