Pronto?
Rompere il ghiaccio con una battuta, imbarazzo dall’altro capo del filo, ma è veloce ad aggrapparsi allo scherzo – si tiene a galla ridendo.
Non è stupita, ma prende tempo, sfoglia in fretta il libretto di istruzioni, mentre le escono un paio di frasi automatiche che riempiono i vuoti. Parla troppo, non li lascia nemmeno cominciare.
Anche tu in automatico, non c’era un copione da preparare: una semplice conversazione, due cose da dire, ma c’è l’imbarazzo di non essersi mai parlati a tu per tu, il conoscersi appena. Ci si risponde ai saluti, ci si sorride di rito. Una smorfia alle spalle di qualcun altro allarga il sorriso per qualche secondo, ogni tanto.
Uno butta lì, l’altra accetta con insicurezza, ride sforzata, prolungando il riso un po’ più del dovuto.
Le emozioni si fingono o si calcano, lo sappiamo tutti e due.
Il saluto è difficile, ci si arriva troppo in fretta, senza pensarci. Una prova, un’altra, vabbè ciao, ci sentiamo.
Metti giù, con un senso di sollievo. A ripensarci è buffo, vien da ridere.
Forse bisogna essere un po’ scemi, per ridere di queste cose e non prenderle sul serio.