Eh sì, che palle il blues

Il mio è un lavoro da guardone:

Buongiorno
[Scruti, osservi, fantastichi e sondi]
Arrivederci.

Buongiorno
[Scruti, osservi, fantastichi e sondi]
Arrivederci.

Poi la sera torni a casa, e le uniche persone che incontri sono le nigeriane del lunedì sera, che ti vengono incontro e ti prendono sottobraccio.
Nessuno che ti risponde al telefono, ed i tuoi pensieri se la prendono con te.

Ovvio che ascolti il blues. E’ banale.
Perchè il blues è banale. Stai male, hai un tormento, e lo ripeti per 12 battute. E poi ancora 12. E 12 ancora, e ancora, e ancora. Senza girarci intorno, senza condimenti. Semplice, senza poesia, così com’è. Brutto, triste e sporco.
E quando arrivi nel letto non sai come spegnerli, questi stupidi pensieri da 12 battute. Che li conosci già, e ti hanno rotto le scatole, che cazzo, sempre loro, sempre gli stessi, Se arrivi a sentirti un personaggio ti metti a ridere, se li prendi sul serio magari piangi, ma non riesci a dormire.
E poi domani ti svegli, e buongiorno buonasera, arrivederci prego.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.