Di bambini e maledizioni

Babe RuthBabe Ruth è stato uno dei più grandi giocatori di baseball di tutti i tempi.
Era un omone grande e buono che per la sua faccia da patatone veniva chiamato “Babe” o “The Bambino”.
Negli 8 anni in cui giocò a Boston, i Red Sox vinsero 4 campionati, le World Series.
Nel 1919 Babe non si accordò con la squadra su questioni soprattutto economiche e passò agli Yankees di New York.
Da allora, la cose per Boston non sono più andate bene.
Dal 1919 ad oggi gli Yankees hanno vinto 26 titoli, i Red Sox zero. I due si sono fronteggiati spesso in finale e Boston ha sempre perso, spesso in modo rocambolesco, tanto che si è cominciato a parlare (e a scrivere) di una maledizione lanciata da Babe Ruth, The Curse of the Bambino.

Il 2004 sembrava l’ennesima replica. La maledizione andava in scena per l’ennesima volta: Boston che insegue gli acerrimi rivali per tutta la stagione, coi denti arriva ai playoffs e se li trova ancora davanti. Si gioca al meglio dell 7 partite, e Boston è sotto per 3-0, l’ultima l’ha persa malissimo e va a giocarsi la partita decisiva a New York.
La stampa non riesce ad entusiasmarsi: copione già visto, anno dopo anno.
Gli Yankees, tanto blasonati quanto odiati, si sentono tranquilli – mai nessuno ha rimontato uno svantaggio di tre partite nei playoffs. Appendono in panchina uno striscione: Mission Accomplished.

Anno sfortunato per le missioni compiute, che si tratti di portaerei o di campi da baseball. Boston tira fuori la rabbia e gli attributi, i giocatori scendono in campo stanchi od addirittura infortunati e vincono una, due, tre, quattro partite.
Yankees frastornati e a casa, Boston in finale contro St. Louis. Mai nessuno aveva rimontato 3 partite.
E la maledizione? Tutti si chiedono, tranne i fan in una Boston in autentico delirio. C’è una pagina della storia del baseball ancora fresca d’inchiostro e vecchie, vecchissime ferite troppo a lungo leccate. Si campeggia davanti al botteghino, nonostante i biglietti siano esauriti. Puro ed autentico delirio.
La squadra è stanca, Curt Schilling, che ha lanciato forse la sua migliore stagione, è infortunato, non dovrebbe nemmeno essere in campo.
E invece una, due vittorie contro i Cardinals di Saint Louis, che non sono proprio una squadretta.
E poi ancora una, e poi un’altra ancora.
Boston vince le World Series e cancella in sol colpo 86 anni maledetti.
Nessuno dei 25 giocatori dei Red Sox era ancora nato quando la squadra vinse il suo ultimo titolo.

Come dicono gli americani: Man, oh man.

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