Un impegno concreto: meno IVA per tutti

L’ occasione della promozione Fnac, che per due giorni non farà pagare l’IVA sui CD, fa tornare a parlare dell’annosa questione della tassazione dei prodotti culturali.

Mentre in molti paesi CD e libri godono di una tassazione privilegiata in quanto prodotti di cultura, in Italia sono assimiliati ai beni di lusso e quindi tassati con IVA al 20%. Sono anni che si parla di riduzioni, ma continuiamo a pagare un quinto del prezzo in tasse.

La mossa della Fnac è intelligente: la solita offerta promozionale vestita da iniziativa pro-cultura, gestita in maniere efficace e diretta. Sul sito si legge infatti che

[…] E’ da più di vent’anni, infatti, che la Fnac milita per l’abbassamento dell’IVA sul disco.
Fnac ha organizzato nel 2003 una raccolta di firme in tutte le Fnac d’Europa, da presentare al Parlamento Europeo, per l’ormai nota proposta di legge volta a equiparare l’Iva applicata sulla musica a quella attualmente applicata su tutti i prodotti culturali […]

Non voglio far pubblicità alla Fnac, da cui peraltro credo di non aver mai comprato nulla, ma credo che la strada possa essere migliore di tante altre.
Se davvero ci fosse una riduzione dell’IVA su musica e CD sarebbe la classica storia della botte piena e la moglie ubriaca: chi produce musica taglia i prezzi senza intaccare i margini di guadagno, il commerciante vende di più e noi consumatori spendiamo di meno. Senza contare il recupero di immagine che gioverebbe soprattutto all’industria discografica che ultimamente ha giocato un po’ troppo allo sceriffo. Alla fine non sarebbe che una semplice mossa di mercato: la pirateria è un concorrente ed io abbasso i prezzi per combatterla, come è regola nel libero mercato. Preferisco non pronunciarmi sulla qualità del prodotto, visto che spesso i 20 euro del CD sarebbero meglio spesi in birre con gli amici…
Non sono un economista, ma credo che anche le casse dello Stato potrebbero recuperare i mancati introiti IVA con l’aumento delle vendite, se davvero ci fosse.

Tutti felici e contenti? Non lo so, ma varrebbe la pena pensarci un attimo.

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