Dopo quello delle armi di distruzione di massa di cui non si è trovata nemmeno una traccia, cade anche un altro pretesto sbandierato dai fautori della guerra in Iraq: i legami con la rete terroristica di Al Qaeda.
Una commissione bipartisan, 5 democratici e 5 repubblicani, quindi nessun comunistaccio pacifista incluso, ha stabilito che non ci fu nessun contatto tra i terroristi e Saddam.
A questo punto vorrei sentire qualcosa di sensato uscire dalla bocca di Bush e di chi si è affrettato ad appoggiarlo in questi suoi giochi di guerra. Vorrei sentire cosa hanno da dire queste persone agli Iracheni, alle vittime di questa guerra e della instabilità che ha portato in mezzo mondo, alle famiglie delle vittime, dei soldati e di quei prigionieri che Donald Rumsfeld ha suggerito di tenere nascosti alla Croce Rossa Internazionale e che sono rinchiusi chissà dove e chissà come.
Vorrei sapere in che modo il mondo adesso è un posto più sicuro e cosa succederà in Iraq, Afghanistan, Pakistan e Palestina.
Vorrei capire come mai l’ 11 settembre 2001 la difesa del paese più potente al mondo dette l’ordine di abbattere gli aerei suicidi solo dopo che l’ultimo era già caduto.
Leggo proprio adesso la risposta: a mettere in pericolo gli americani è la stampa, che si permette di fare il suo lavoro e pescare nel torbido di questa guerra. Lo ha detto il falco Rumsfeld in una conferenza stampa