Non so come sia andato lo sciopero dell’ADSL, però apprendo, tramite Mantellini, che gli imbecilli non hanno tardato a farsi vivi attaccando alcuni siti istituzionali, suscitando così una prevedibile reazione della FIMI (Federazione dell’Industri Musicale Italiana) con un comunicato stampa in cui sostiene che questa è la dimostrazione che la legge Urbani dà fastidio chi vuole mantenere l’illegalità su Internet bla bla bla.
Basta leggere il mio post precedente per decidere se avevo ragione oppure no.
Già si sta organizzando una seconda manifestazione, questa volta una sorta di girotondo virtuale attorno al sito del Ministero dei Beni Culturali, collegandosi in quanti più possibile contemporaneamente per bloccarlo. Per la libertà di espressione, non per l’impunità di scaricare Blade Runner a scrocco.