Il fuoco brucia

Ebbene, adesso l’Italia ha anche vittime civili in questa guerra.
L’attacco alle nostre truppe a Nassiriya era già quasi dimenticato, quando ancora una volta ci siamo resi conto che siamo in guerra. E la guerra, si sa, comporta morti, spesso ingiuste, crudeli, vigliacche, ma fa parte del gioco.
Se non credevamo alle bombe intelligenti, figurati alla guerra pulita.

Si bombarda una nazione, gli si entra in casa con le armi, e poi ci si stupisce se questi si incazzano. Tanto per placare gli animi, Bush ha pure dato ancora una volta ragione ad Ariel Sharon sul piano di pace di Israele, dando così un bello schiaffo ai Palestinesi – se errare è umano, perseverare è diabolico.

in Italia si cerca di fare di Quattrocchi un eroe, con un processo di beatificazione che parte da Frattini e passa dai TG che inanellano la lacrimevole storia di questo bravo ragazzo finito chissà perchè a fare il mercenario in Iraq.

Questa guerra doveva durare poco: non è così
doveva portare la pace: sta aumentando le tensioni
doveva distruggere pericolosi armamenti: no comment
Bush dice che l’Iraq non sarà un secondo Vietnam, però nel frattempo ammette che servono molte più truppe di quelle previste.
La situazione è sempre più grave. Adesso ci vuole l’ONU. Prima era solo un branco di mollaccioni europei che tentennava, che si gingillava con gli ispettori, adesso invece tutti la invocano per mettere un tappo al casino che hanno combinato, come una mamma che ripari sempre ai guai che combina Pierino.

Mi dispiace per il padre di uno degli ostaggi che sventola il tricolore, mi dispiace per le famiglie e per chi ha già perso la speranza di veder tornare a casa un figlio, un marito, un padre, un amico, ma non li voglio vedere in televisione.
Non è per il tricolore che i nostri ragazzi sono là, la patria non c’entra niente, e se è per quello neanche la Costituzione, visto che per andare in Iraq hanno dovuto stiracchiarla un po’.

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