
Sento che dovrei scrivere qualcosa di intelligente, interessante, almeno arguto o perchè no sagace, ed invece la mia mente non trova niente di meglio da fare che tornare ai miei 16 anni e, guarda un po’, a Cliff Burton.
Cliff Burton è il tipo della foto qui a fianco, suonava nei Metallica prima di finire nelle numerose fila dei morti eccellenti della musica popolare.
Non morì di eccessi e stravizi, anche se lo fotografavano spesso con una birra o uno spinello in mano, ma schiacciato dal bus che portava la band da un concerto all’altro. Il pullmann si rovesciò e lui fu l’unico a lasciarci le penne.
Stasera mi ricordo del suo testone di capelli che roteava sullo schermo mentre suonava Anesthesia – Pulling Teeth, nei primi concerti dei Metallica. L’immagine era pessima, il suono schifoso e le inquadrature ballavano.
Al centro dello schermo, nel mio soggiorno, c’era questo hippie tardivo in mezzo a bracciali borchiati e cinture fatte con i bossoli, un basso melodico suonato ancora con le dita mentre tutti facevano a gara a chi splettrava più veloce.
Avevo anche io i capelli lunghi, vigorosi e genuini come sono le chiome appena cresciute in testa ai liceali brufolosi, e una maglietta dei Metallica nuova di zecca, rigorosamente nera. Quel basso suonava come una chitarra, si faceva sentire nel frastuono, anzi, era lui che lo provocava: decisi che avrei suonato il basso, e così fu.
La prima soddisfazione che ricordo fu riuscire a suonare l’intro di basso che apre For whom the bell tolls, tirata giù da una videocassetta in cui dei Metallica giovanissimi suonavano per le prime volte davanti ad una marea di gente. Cliff aveva il suo solito look demodè, con i pantaloni a zampa e il giubbino di jeans, la maglietta dei Misfits, proprio come si vede nella foto.
E poi c’erano pezzi strumentali come Orion, che in mezzo al marasma ti lasciava di sale, e accompagnavano le tue paranoie adolescenziali, con quel basso che ballava sull’armonia del pezzo, quasi barocca.
Dopo tutti questi anni, ti ritrovi a riascoltare Orion in cuffia, ripensando a quante cose sono successe a causa di quel solo di basso che guardavi in quei pomeriggi di scuola, quando non avevi un cazzo da fare.
E pensi che forse sei un po’ ridicolo a scrivere di questi post nostalgici, che a 28 anni non hai ancora diritto di scassare i maroni con la nostalgia dei bei tempi che furono, che se continui così… ecco, se continuo così cosa?
E poi ci saranno quelli che diranno «ahaha i Metallica» e quelli invece «Wow, i Metallica!», beh pensate quello che volete, ma non è di gusti musicali che sto parlando, ma del Peo che 12 anni fa ascoltava Orion nella sua camera piena di poster e di riviste di musica, paranoie e sogni da rockstar.
Questo è un blog, mica Rockerilla.