due zero zero quattro

Auguri di buon anno a tutti quelli che inciampano qui.
Ieri sera, mentre cercavo di addormentarmi, ho passato in rassegna quello che mi veniva in mente di questo anno moribondo. Purtroppo la prima voce della lista è “guerra”, poi viene la politica, lo sport, i soldi in tasca ed il lavoro… beh, tutto sommato, caro 2004, non devi fare un grande sforzo per essere meglio del tuo predecessore. Coraggio…

Questa volta ho evitato i cenoni, le prenotazioni, il conto alla rovescia e l’amico ubriaco delle 00:23. Come ogni anno, mi sono sentito obbligato a divertirmi, ad avere una risposta per tutti quelli che mi chiedevano cosa avrei fatto l’ultimo dell’anno (cominciano a chiedertelo a fine novembre).
No grazie. Quest’anno no, a costo di sembrare antipatico, depresso, vecchio e sfigato. Occhiatacce, sguardi quasi di commiserazione.
Qualcuno invece ha ammesso di invidiarmi: “io devo….”, “Mi tocca…”, “Gli altri vanno tutti….”.
E’ il momento che mi scopra e vi riveli chi sono: sono un marziano. Stasera ho acceso quello che voi chiamate televisione ed ho visto gente pagata per farvi credere che si stava divertendo. C’erano dei numeri in un angolo dello schermo e quando il contatore si è azzerato hanno cominciato ad impegnarsi sul serio. Siete fortunati ad avere tanta gente che pensa a voi. Io nel periodo delle vostre feste ho avvertito un certo disagio, ma forse è solo perchè non sono riuscito ancora ad entrare nel vostro modo di pensare. Secondo la Guida Galattica (sì, esiste davvero, Douglas Adams non ha inventato praticamente niente) le feste sono per voi un momento gioioso, spontaneo e quindi non riesco a capire perchè vi ho visto nervosi quando compravate tutti quei regali, non ho capito di cosa parlavano i telegiornali quando dicevano dello stress da feste, non comprendo il vostro stato d’animo mentre vi accingete a celebrare il nuovo anno che arriva. Mi sembrate obbligati, ma so di sbagliarmi, è che sono uno straniero qui.
Ho anche io un telefono cellulare che uso per comunicare con alcuni contatti che ho qui su questo vostro pianeta. Credo di provare quelli che voi chiamate sentimenti. Sono poche persone, ma incredibilmente sento un bisogno di parlarci, di sapere che ci sono, di vederle di persona quando posso. Forse è per quello che non fate più di tanto caso a me. Mi sto ambientando bene. Ho imparato che il venerdì bisogna divertirsi, il sabato di più. Non è mica obbligatorio, ma se lavori tutta la settimana ti devi divertire nel weekend, devi uscire, fare qualcosa, andare dove vanno gli altri. Quel Caparezza che canta “sono fuori dal tunnel del divertimento” è un cretino, un vecchio, un muffo. Adesso voglio imparare a sciare, perchè la montagna è bella d’inverno, quando c’è un sacco di gente, che parcheggi la macchina e sembra di essere nel centro commerciale il sabato pomeriggio.
Mentre voi eravate nei locali prenotati, nelle cene organizzate “tanto per far qualcosa” io ho ricevuto una telefonata. Il nome è apparso sul display a cristalli liquidi, perchè il numero della persona che chiamava è memorizzato nella rubrica. Ho provato piacere a sentire la sua voce e spontaneamente ho avvertito la voglia di farle gli auguri, perchè vorrei davvero che a questa persona succedessero tante cose belle, anche se so che non posso farci niente di concreto. Dopo meno di un minuto abbiamo interrotto la conversazione, ma io mi sono sentito diverso, meglio. Penso spesso a questa persona, penso spesso a quanto piacere mi fa parlarci. Siete fortunati voi che l’ultimo giorno dell’anno state con tutte le persone che vi rendono felici e fate tutto quello che vorreste fare durante l’anno. Io non capisco ancora…

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