Si cambia musica

Quest’anno niente concerto di Capodanno in diretta da Vienna.
I vertici RAI hanno deciso di interrompere una tradizione che risale agli albori della storia della nostra emittente pubblica, volendo rilanciare la cultura e la musica italiana. Al posto dei valzer e delle polke della famiglia Strauss, quest’anno ascolteremo brani ed arie di autori italiani in diretta dal rinato Teatro della Fenice.

La musica classica mi piace, ma non sono un appassionato. Come credo in tantissime altre case italiane, il pranzo di Capodanno a casa mia cominciava con le note di Strauss, la voce austera della presentatrice e la classica Marcia di Radetzky a concludere.
Di solito non sono d’accordo con Del Noce e compagnia, ma questa scelta mi piace.
Le marcette, le polke ed i valzer saranno pure belli ma sono sempre quelli, invariabili tutti gli anni, e che nelle orecchie di noi italiani entri pure qualche aria di Verdi non mi sta per niente male.
Non sentirò la mancanza di quelli che battono le mani cercando di andare a tempo. Ben vengano altre emozioni, altra musica, note che fanno parte del nostro patrimonio culturale ma che quasi nessuno conosce se non grazie a qualche pubblicità.
Senza entrare nel merito della politica nè tantomeno lanciarmi in discorsi nazionalistici e patriottici che non fanno al caso mio, da semplice telespettarore ed italiano medio aspetterò con più interesse del solito il concerto di capodanno.

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