Taricone, Ottusangolo, Floriana e adesso Pappalardo. Eroi del reality show, l’ultima frontiera della tivù, ultima nel senso che non sanno più cosa proporre. Non bastano le lacrime dalla De Filippi, i mostri di Papi, le vittime di Bonolis… I nuovi eroi sono quelli come noi, anzi meglio se sono peggio di noi.
L’Isola dei famosi ha riscoperto e rilanciato Adriano Pappalardo per i suoi discorsi strampalati, per i suoi scatti di ira in cui mescola dialetto e inglese, per la sua filosofia indefinibile, per il suo grugno animalesco e il suo tardoigiovanilismo. Ma non era un cantante?. (Quiz: elencare in massimo 30 minuti almeno altre due canzoni di Pappalardo oltre a Ricominciamo Se non riuscite continuate a leggere).
Ebbene, il nostro Adriano fa la parte del duro e puro che non vuole diventare personaggio a tutti i costi, ma per farcelo sapere ahimè deve apparire ovunque: TV, giornali, radio e guarda caso ha anche un disco da vendere.
Ciliegina sulla torta, se MTV ha gli Osbournes, con Ozzy e le sua famiglia che pestano merda di cane in giro per la casa, forse noi non ci meritiamo Casa Pappalardo? Non sia mai detto, adesso abbiamo l’uno e l’altra, così possiamo goderci l’Adriano mentre bestemmia, crista ed inveisce ad ogni piè sospinto, tanto che c’è chi si lamenta. Retrogradi, ma dove vivete? Questa è la televisione giusta per noi.
La prossima serie di Saranno famosi la vorrei veder girare in una scuola superiore, con i concorrenti che lottano per una sufficienza in italiano, oppure in una agenzia di lavoro interinale – le bionde che lottano con le more per un posto da cassiera in un grosso centro commerciale. Chi è eliminato va a fare l’estetista, maschi compresi.
Un ultimo messaggio a quelli che hanno girato l’Italia in pullman facendo provini ad adolescenti sovrappeso che cercavano di imitare Anastacia mescolandola con un po’ di Spice Girls (come si chiamava la trasmissione?): vi do il mio indirizzo e vi risparmiate tutti quei chilometri e quelle culone. Io sotto la doccia canto (male) e se volete posso spetazzare, anche se un po’ contrario alle mie abitudini. Io la so fare la tivvù, io…
Qui ci vorrebbe una foto di Floriana ma non avevo voglia di cercarla. Non vogliatemene.
Antonio Albanese, nel suo film La fame e la sete dice : io il coraggio ce l’ho, è la paura che mi frega