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	<title>.[dot]coma &#187; Libri</title>
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	<description>frammentario, discontinuo, confuso: un blog</description>
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		<title>(Breve) picnic sul ciglio della Zona</title>
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		<pubDate>Wed, 25 May 2011 12:40:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Peo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Libri]]></category>

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		<description><![CDATA[Dove sono finiti gli scrittori russi di una volta? Se non li avete in casa andate in una qualsiasi libreria e soppesate un romanzo di Tolstoj o Il Dottor Zivago. Sono centinaia e centinaia di pagine. Ne L&#8217;idiota Dostoevskij ci mette 27 capitoli per raccontare una sola giornata del principe Myskin. E chi ha scritto [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Dove sono finiti gli scrittori russi di una volta?<br />
Se non li avete in casa andate in una qualsiasi libreria e soppesate un romanzo di Tolstoj o <em>Il Dottor Zivago</em>. Sono centinaia e centinaia di pagine.<br />
Ne <em>L&#8217;idiota</em> Dostoevskij ci mette 27 capitoli per raccontare una sola giornata del principe Myskin.<br />
E chi ha scritto <em>Anna Karenina</em> o <em>Guerra e Pace</em>?</p>
<p>Non so se ho cominciato ad amare la letteratura russa anche per i suoi tomi voluminosi, per i fiumi di parole che Dostoevskij dettava alle sue stenografe (di cui poi si innamorava), certamente ho una certa predisposizione ad aspettarmi considerevoli risme di carta, se un libro arriva da al di là degli Urali.</p>
<p><img class="alignleft" title="Picnic sul ciglio della strada" src="http://www.marcosymarcos.com/images/picnic.gif" alt="" width="237" height="357" /></p>
<p>Ed ecco che mi imbatto in un romanzo di fantascienza scritto da due fratelli russi nel 1972: 206 pagine, che fa più o meno 100 pagine a testa.<br />
Troppo poco se ti buttano in un mondo altro, fantascientifico ma quasi verosimile, se ti fanno imbattere negli <em>stalker</em> e poi te li fanno morire tutti prima ancora che tu possa dire di conoscerli.<br />
E che dire della <em>Zona</em>, questo posto di cui non vorresti certo svelare i segreti, ma delle cui leggende diventi subito avido, come un qualsiasi avventore del bar dove gli stalker tornano dopo le loro pericolose incursioni senza neanche la forza per raccontare quello che hanno visto.</p>
<p>Sì, il difetto di questo romanzo è che dura troppo poco, e ti lascia a chiederti che fine avrà fatto il Roscio, come stanno Gutta e la Scimmietta.<br />
Sono comunque tutti perdenti, tutti <em>povera gente</em>, come li chiamava Dostoevskij.</p>
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		<title>Quando è troppo, è troppo</title>
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		<pubDate>Fri, 04 Mar 2011 12:16:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Peo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Golosini]]></category>
		<category><![CDATA[Libri]]></category>
		<category><![CDATA[feltrinelli]]></category>
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		<description><![CDATA[Se piazzare una Feltrinelli in ogni grande stazione era una stoccata ben mirata al mio portafogli, il 3X2 di questi giorni è decisamente un colpo basso.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Se piazzare una Feltrinelli in ogni grande stazione era una stoccata ben mirata al mio portafogli, il <a href="http://www.lafeltrinelli.it/fcom/it/home/Speciali/3x2-marzo.html">3X2 </a>di questi giorni è decisamente un colpo basso.</p>
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		<title>Dov&#8217;è Matilde?</title>
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		<pubDate>Fri, 24 Jul 2009 21:48:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Peo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Libri]]></category>

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		<description><![CDATA[Da un libro intitolato Matilde e i suoi tre padri mi aspetterei come minimo quattro personaggi: una donna, soprattutto e tre figure maschili forse un po&#8217; meno delineate, ma con una netta influenza sull&#8217;evolversi della figura centrale del romanzo. Invece, la prima pecca che si nota in questo nuovo romanzo di Emidio Clementi è la [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft" src="http://giotto.ibs.it/cop/copj13.asp?f=9788817015837" alt="Matilde e i suoi tre padri" width="180" height="276" />Da un libro <em>intitolato Matilde e i suoi tre padri</em> mi aspetterei come minimo quattro personaggi: una donna, soprattutto e tre figure maschili forse un po&#8217; meno delineate, ma con una netta influenza sull&#8217;evolversi della figura centrale del romanzo.</p>
<p>Invece, la prima pecca che si nota in questo nuovo romanzo di Emidio Clementi è la lacunosità attraverso la quale dobbiamo spingerci per cercare di capire quale possa essere il rapporto di causa/effetto nelle relazioni tra i personaggi.</p>
<p>In secondo luogo sono proprio i personaggi a latitare: il primo padre occupa, bene o male, la prima metà del romanzo, poi sparisce e riappare senza clamore e colpi di scena alla fine.<br />
Le pagine dedicate alle altre figure maschili, che credo dovrebbero essere paterne per Matilde, calano di capitolo in capitolo. All&#8217;ultimo compagno della madre rimangono davvero pochi paragrafi e una descrizione striminzita, ma non pensate al minimalismo.</p>
<p>Il personaggio più misterioso è proprio Matilde, che rimane sullo sfondo del romanzo come una qualsiasi figura di contorno, senza quasi parlare, senza minimamente interferire nè apparentemente essere influenzata dalla trama.</p>
<p>La ritroviamo grandicella, senza aver capito come e perchè possa avere questo carattere perchè l&#8217;autore scrive in fretta, come un scolaro che si è dilungato troppo nella premessa del suo tema e si accorge ansioso che presto suonerà la campanella e dovrà concludere lo scritto.</p>
<p>Per buona parte del romanzo si legge in attesa: della scrittura potente ed evocativa a cui Clementi ci ha abituato e soprattutto che il romanzo entri nel vivo.<br />
Vi ritroverete a sfogliare oltre l&#8217;ultima pagina chiedendovi se qualcuno non si sia divertito a strappare gli ultimi capitoli del libro.</p>
<p>Nutro per Emidio Clementi un&#8217;ammirazione ancora profonda, incisa nella memoria delle parole che recitava sopra la musica dei Massimo Volume, un&#8217;emozione vecchia ma non ancora esaurita.<br />
Ho letto volentieri il suo precendente romanzo, forse perchè vi ho ritrovato tanto di quello che mi aspettavo.<br />
Ho comprato <em>Matilde e i suoi tre padri</em> con fiducia e quella curiosità allegra che non sempre riesci a provare in libreria quando scegli un libro.<br />
Sempre diffidente quando compro un romanzo, ho l&#8217;abitudine di leggere subito le prime righe, per saggiare almeno un po&#8217; la scrittura. In questo sono ligio ai consigli di Stephen King, anche se il suo metro di giudizio che può essere applicato universalmente.<br />
Il primo capitolo è una canzone dei Massimo Volume. In poche pagine ci sono i personaggi, i loro caratteri e qualche brandello di storia che non vedi l&#8217;ora di scoprire; impossibile non comprare.</p>
<p>Poi però tutto si annacqua, si perde. Forse Clementi paga l&#8217;eccessivo allontanamento dall&#8217;autobiografico e dal conosciuto, oppure la volontà più o meno consapevole di cambiamento, di sperimentazione che lo porta incautamento troppo lontano.</p>
<p>Non credo che sia già il caso di sentirsi irrimediabilmente delusi quando c&#8217;è ancora posto e tempo per una riconciliazione.<br />
Al prossimo, Emidio. Da qualche parte c&#8217;è un&#8217;altra Matilde che aspetta con la sua storia.</p>
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		<title>Devo sedermi</title>
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		<pubDate>Sat, 21 Mar 2009 22:07:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Peo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Libri]]></category>

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		<description><![CDATA[Lo ammetto, Carver è stato una scoperta tardiva. Una folgorazione che è arrivata quando cominciavo ad avere i miei punti fermi, quando le convenzioni e le abitudini cominciavano a sedimentarsi. Ricordo di aver letto Perchè non ballate? Ho chiuso il libro ed ero innamorato perso, colpito allo stomaco da una sorpresa assolutamente inaspettata. Uno di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone" title="Carver" src="http://menostorie.com/blog/wp-content/uploads/2008/01/carver_lish02.jpg" alt="" width="475" height="268" /></p>
<p>Lo ammetto, Carver è stato una scoperta tardiva. Una folgorazione che è arrivata quando cominciavo ad avere i miei punti fermi, quando le convenzioni e le abitudini cominciavano a sedimentarsi.<br />
Ricordo di aver letto <em>Perchè non ballate?</em> Ho chiuso il libro ed ero innamorato perso, colpito allo stomaco da una sorpresa assolutamente inaspettata. Uno di quei colpi di fulmine che da adolescente ti fanno innamorare indistintamente di cose o persone così, in un attimo.</p>
<p>Non avevo mai letto uno stile così asciutto e tagliente, così <em>essenziale</em>. Forte.<br />
Inutile dire che ho letto e riletto tutto quello che sono riuscito a trovare, diventando uno dei tantissimi che considerano Carver un genio, un maestro da ammirare, imitare ed invidiare.</p>
<p>Oggi, anche in questo caso in ritardo, scopro che<a href="http://www.oceanomare.com/ipsescripsit/articoli_letteratura/carver.htm"> Carver non è quello che credevamo</a>.<br />
Per qualche minuto mi è quasi mancata la terra sotto i piedi.<br />
Mi ci è voluto qualche giorno per recuperare l&#8217;articolo che Baricco ha scritto su Repubblica lo scorso 17 marzo e trovare il coraggio di leggerlo, anche se sapevo già: in realtà Carver non sarebbe Carver senza un tale Gordon Lish, un editor che prese i suoi primi racconti, li tagliò e li maneggiò così tanto da far nascere il minimalismo letterario di cui ci siamo tutti innamorati.<br />
Insomma, la famosa farina non veniva tutta dallo stesso sacco.<br />
Ho lasciato decantare la notizia per qualche giorno, e grazie al cielo nel frattempo sono arrivate ben altre notizie. Ho riletto, ho ripensato.<br />
I racconti sono stupendi, perfetti. E&#8217; vero, forse troppo perfetti, come se fosse ovvio che dietro c&#8217;è tutto un lavoro, una &#8220;<em>manifattura&#8221;</em> come dice Baricco.<br />
Ma sono stupendi e questo basta.<br />
Einaudi pubblica <em>principianti</em>, ovvero la stesura originaria dei racconti che poi Gordon Lish fece diventare <em>Di cosa parliamo quando parliamo d&#8217;amore</em>. Credo che lo comprerò, ma senza fretta.</p>
<p>(Il titolo più ovvio se l&#8217;è preso prima <a href="http://www.wittgenstein.it/2009/03/17/di-cosa-parliamo-quando-parliamo-di-carver/">Wittgenstein</a>, da cui ho saputo).</p>
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		<title>Chi è numero primo e chi invece no</title>
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		<pubDate>Thu, 28 Aug 2008 10:21:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Peo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Libri]]></category>

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		<description><![CDATA[Ho letto le prime pagine e ho pensato: &#8220;carino&#8221;. Poi ho continuato a leggere. Poi ho guardato la foto dell&#8217;autore, e la sua biografia. Ho continuato a leggere. Poi ho riletto la biografia dell&#8217;autore un attimo e ho continuato a leggere. Ho finito il libro e ho pensato &#8220;bravino&#8221;. Ma tutto lì. Pensavo fosse la [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ho letto le prime pagine e ho pensato: &#8220;carino&#8221;.<br />
Poi ho continuato a leggere.<br />
Poi ho guardato la foto dell&#8217;autore, e la sua biografia. Ho continuato a leggere.<br />
Poi ho riletto la biografia dell&#8217;autore un attimo e ho continuato a leggere.<br />
Ho finito il libro e ho pensato &#8220;bravino&#8221;. Ma tutto lì.</p>
<p>Pensavo fosse la mia inevitabile invidia per qualsiasi coetaneo che sembri combinare qualcosa di più del mio livello autoimposto, per quel faccino che sicuramente piace negli ambienti universitari.<br />
&#8220;Forse sono io, guarda tutte ste recensioni&#8221;.</p>
<p><em>La solitudine dei numeri primi</em> non emoziona e delude man mano che si procede nella lettura. Lascia mediamente indifferenti, ecco tutto. Se è stato il vostro unico libro dell&#8217;estate mi spiace, ma è legittimo essere incuriositi da tanto bailamme pubblicitario e da un premio Strega.</p>
<p>E scusate se ho dovuto aspettare che <a href="http://www.blimunda.net/?p=1422">una vocina</a> fuori dal coro desse anche a me il coraggio di dirlo pubblicamente.</p>
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		<title>Non fate gli indiani</title>
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		<pubDate>Fri, 23 May 2008 14:56:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Peo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Arti]]></category>
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		<description><![CDATA[Pontiac è un progetto collaterale all&#8217;ultima fatica letteraria del collettivo Wu Ming. Un libro illustrato in formato PDF e un reading musicato. Il valore dell&#8217;opera è sicuramente superiore a quello dell&#8217;esperimento in sè. Si può scaricare gratis, pagare una cifra a scelta oppure un prezzo fissato da Wu Ming. Io ho scaricato, ascoltato e poi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://pontiac.manituana.com/">Pontiac</a> è un progetto collaterale all&#8217;ultima fatica letteraria del collettivo <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Wu_Ming">Wu Ming</a>. Un libro illustrato in formato PDF e un reading musicato.<br />
Il valore dell&#8217;opera è sicuramente superiore a quello dell&#8217;esperimento in sè.</p>
<p>Si può scaricare gratis, pagare una cifra a scelta oppure un prezzo fissato da Wu Ming. Io ho scaricato, ascoltato e poi sono tornato a pagare i 5 euro che gli autori ritengono il giusto compenso.</p>
<p>La storia è bella, ben interpretata e con un accompagnamento musicale molto interessante. Vale la pena cliccare.</p>
<p id="tags"><small>Technorati tags: <a href="http://technorati.com/tag/audiolibri" rel="tag">audiolibri</a>, <a href="http://technorati.com/tag/libri" rel="tag"> libri</a>, <a href="http://technorati.com/tag/Wu+Ming" rel="tag"> Wu Ming</a>, <a href="http://technorati.com/tag/Manituana" rel="tag"> Manituana</a></small></p>
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		<title>La Feltrinelli online</title>
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		<pubDate>Thu, 20 Dec 2007 11:09:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Peo</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Feltrinelli ha lanciato, per ora in fase sperimentale, il proprio negozio online. E&#8217; possibile navigare il vasto catalogo di libri, musica e film con la scontata spruzzata di web 2.0. Quando cominceranno ad arrivare i contributi dei visitatori lettori potremo leggere recensioni dei titoli e parole chiave (tag) che gli utenti possono appiccicare ad ogni [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Feltrinelli ha lanciato, per ora in fase sperimentale, il proprio <a href="http://www.lafeltrinellionline.it">negozio online</a>. E&#8217; possibile navigare il vasto catalogo di libri, musica e film con la scontata spruzzata di web 2.0.</p>
<p>Quando cominceranno ad arrivare i contributi dei visitatori lettori potremo leggere recensioni dei titoli e parole chiave (tag) che gli utenti possono appiccicare ad ogni prodotto.<br />
Avrei gradito molto poter importare la mia wishlist da <a href="http://www.anobii.com/">aNobii</a> e non ho ancora capito bene a cosa serva lo <em>Scaffale</em>.  Buona la funzione di ricerca e la procedura di ordine.</p>
<p>Non credo che riuscirò mai a rinunciare al piacere di aggirarmi per gli scaffali pieni di libri, sfogliarne le prime pagine, saggiarne la consistenza, respirare felice il leggero odore di milioni di pagine fresche di stampa, ma oggi ho fatto il primo ordine, ben contento di poter utilizzare i punti della mia <em>CartaPiù</em>.</p>
<p>Buon Natale a me.</p>
<p id="tags"><small>Technorati tags: <a href="http://technorati.com/tag/Feltrinelli" rel="tag">Feltrinelli</a>, <a href="http://technorati.com/tag/libri" rel="tag"> libri</a>, <a href="http://technorati.com/tag/negozi+online" rel="tag"> negozi online</a></small></p>
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		<title>Kindle: sarà davvero rivoluzione?</title>
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		<pubDate>Tue, 20 Nov 2007 14:29:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Peo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cose tecniche]]></category>
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		<description><![CDATA[C&#8217;è chi lo definisce l&#8217;equivalente dell&#8217;iPod per gli e-book. Senza entrare nel merito delle questioni squisitamente tecniche, senza pensare alle limitazioni all&#8217;uso delle opere acquistate che ricordano davvero iTunes col suo DRM, io dico soltanto che il Kindle è un po&#8217; troppo bruttino per diventare l&#8217;oggetto rivoluzionario che vincerà sul gusto per la carta stampata [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>C&#8217;è chi lo definisce l&#8217;equivalente dell&#8217;iPod per gli e-book.<br />
Senza entrare nel merito delle questioni squisitamente tecniche, senza pensare alle limitazioni all&#8217;uso delle opere acquistate che ricordano davvero iTunes col suo <acronym title="Digital Right Management">DRM</acronym>, io dico soltanto che il <a href="http://www.amazon.com/gp/product/B000FI73MA?ie=UTF8&amp;tag=reality&amp;linkCode=xm2&amp;camp=1789&amp;creativeASIN=B000FI73MA">Kindle </a>è un po&#8217; troppo bruttino per diventare l&#8217;oggetto rivoluzionario che vincerà sul gusto per la carta stampata che non sembriamo affatto aver voglia di perdere.</p>
<p>Credo che ci sia una folta schiera di amanti devotissimi della carta stampata, che trovano un inspiegabile benessere nel contemplare la propria libreria carica di volumi colorati, li accatastano in doppie e triple file, li mettono in mostra anche se sono ingialliti, stropicciati.<br />
Queste persone scrivono su ogni romanzo la data in cui l&#8217;hanno comprato, aprono un volumetto da niente solo per rileggere per l&#8217;ennesima volta la dedica scritta a penna sulla prima pagina.<br />
Persone generalmente miti e accondiscendenti, sono capaci di mettere a dura prova amicizie decennali per prestiti mai resi, gelosi padroni di tomi dal valore commerciale praticamente nullo.</p>
<p>Certo, forse in un futuro non molto prossimo anche queste persone si aggireranno con un Kindle per le strade, sui treni, in metropolitana. Ci leggeranno il quotidiano, i loro blog preferiti, le previsioni del tempo e i documenti di lavoro che non hanno avuto la forza di studiarsi la sera prima, ma me li vedo sempre e comunque con un tascabile nella borsa.</p>
<p>Stiamo parlando di persone colte, ben consapevoli che ridurre il consumo di carta è necessario, e sono i primi a cercare di farlo nel proprio piccolo, ma forse anche per questo inguaribilmente romantiche, inesorabilmente sensibili al millenario fascino della pagina, al sensuale tocco della sua fisicità.<br />
Finchè queste persone avranno occhi per leggere, le librerie continueranno ad avere scaffali e non solo aree download.</p>
<p>Sono persone spesso interessate o addirittura entusiaste della tecnologia, ma un oggetto come Kindle non porta loro nessun vantaggio pratico, anzi li priva di tanti piccolissimi piaceri.</p>
<p>Credo che per queste persone il passaggio completo alla carta digitale non avverrà mai del tutto. Saranno le nuove generazioni a decretare o meno il successo del sostituto della carta, ma forse per allora ci sarà qualcosa di meglio del Kindle.<br /><p id="tags"><small>Technorati tags: <a href="http://technorati.com/tag/Kindle" rel="tag">Kindle</a>, <a href="http://technorati.com/tag/e-books" rel="tag"> e-books</a></small></p>
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		<title>Ikea &#8211; Che cosa nasconde il mito della casa che piace a tutti?</title>
		<link>http://dotcoma.org/2007/10/22/ikea-che-cosa-nasconde-il-mito-della-casa-che-piace-a-tutti/</link>
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		<pubDate>Mon, 22 Oct 2007 13:22:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Peo</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Libri]]></category>

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		<description><![CDATA[Tutti abbiamo a che fare con Ikea: borghesi che arredano le seconde case, giovani coppie squattrinate, studenti e lavoratori fuori sede che entrano in case i cui mobili hanno visto mille inquilini e tempi decisamente migliori. Ikea: meta di pellegrinaggi familiari nei weekend, luogo di progetti di coppia, piccola consolazione di single fiduciosi. Mobili dai [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p> Tutti abbiamo a che fare con Ikea: borghesi che arredano le seconde case, giovani coppie <strike>squattrinate</strike>, studenti e lavoratori fuori sede che entrano in case i cui mobili hanno visto mille inquilini e tempi decisamente migliori.</p>
<p>Ikea: meta di pellegrinaggi familiari nei weekend, luogo di progetti di coppia, piccola consolazione di single fiduciosi. Mobili dai nomi difficili, gusto facile ed universale.</p>
<p>La <acronym title="Organizzazione non governativa">ONG</acronym> belga <em>Oxfam-Magasins du monde</em> ha condotto una ricerca su questo colosso mondiale del mobile che non produce soltanto arredamento a basso costo, ma un proprio, ben definito modello di capitalismo e stile di vita.</p>
<p>Anche se nelle dichiarazione di intenti che si leggono all&#8217;inizio del libro, questo non vuole essere un atto di accusa a priori contro Ikea, di fatto poi i tre autori di Ikea contestano praticamente tutto, in special modo quel particolare camaleontismo con cui la multinazionale ha sempre difeso i propri interessi.</p>
<p>L&#8217;indagine parte dalla storia della società e del suo ideatore Ingvar Kamprad, per poi mettere alla luce la nebulosa struttura societaria, la segretezza dei bilanci, le politiche aziendali nei confronti dei dipendenti, le condizioni di lavoro nelle ditte subappaltatrici sparse nelle zone più povere del mondo, la scarsa trasparenza dei controlli sulla qualità del lavoro e sull&#8217;origine dei materiali.</p>
<p>La scrittura è diretta, a volte canzonatoria ed irriverente, sempre veloce e leggera. Non ci sono elenchi interminabili di numeri e statistiche, nessun giro di parole, niente lasciato all&#8217;intuizione del lettore.<br />
Lo stesso capitolo finale suggerisce al lettore la riflessione su quanto appena letto: Ikea è solo uno dei tanti esempi di capitalismo esasperato nelle dimensioni e negli intenti, che tacitamente impone un modello di vita del tutto contrario a quanto sembra promettere. Un modello in cui la capacità di acquisto sembra essere l&#8217;unica possibile misura della felicità degli individui, massificati  allo stesso modo nei gusti e nell&#8217;arredamento delle proprie case  in ogni parte del mondo in cui le multinazionali arrivino con le loro esposizioni scintillanti.</p>
<p>Il libro si legge in un paio d&#8217;ore e costa 12 euro. Una volta chiuso non credo che smetterete di andare da Ikea, ma forse leggerete più attentamente le etichette dei prodotti e lascerete sullo scaffale qualche oggettino di cui non avete realmente bisogno. Forse penserete anche che di realtà come Ikea, nella nostra vita di tutti i giorni, ce ne sono molte altre.</p>
<p><img src="http://www.etadellacquario.it/public/Image/big/ikea_big.jpg" align="left" height="274" hspace="5" vspace="5" width="185" /><br />
Bailly O. , Caudron J.-M. , Lambert D.<br />
<strong>Ikea. Che cosa nasconde il mito della casa che piace a tutti?</strong></p>
<p>Edizioni <a href="http://www.etadellacquario.it/schedaLibro.asp?idLibro=163">L&#8217;età dell&#8217;acquario</a><br />
€ 12</p>
<p id="tags"><small>Technorati tags: <a href="http://technorati.com/tag/Ikea" rel="tag">Ikea</a>, <a href="http://technorati.com/tag/libri" rel="tag"> libri</a></small></p>
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