Tecnosadomaso
domenica 5 aprile 2009Scrivere un post con la tastierina dell’Ipod solo perchè si può fare e hai dimenticato a casa il libro è una cosa che merita di essere punita con il dolore e la miopia.
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Scrivere un post con la tastierina dell’Ipod solo perchè si può fare e hai dimenticato a casa il libro è una cosa che merita di essere punita con il dolore e la miopia.
Per tutti quelli che “il vecchio Facebook era meglio”: basta un Firefox o un altro browser della famiglia Mozilla e un semplice script per fare tornare l’homepage molto simile a quella che era prima dell’ultimo, chiacchieratissimo, restyling.
E se siete stufi di sapere a quale tipo di cioccolato assomigliano decine di vostri amici o quanti punti ha fatto tizio all’ennesimo giochino, Facebook Purity è quello che fa per voi.
Per utilizzare entrambi gli script vi consiglio di installare Greasemonkey invece di Stylish.
Avere un caro amico è una cosa bellissima, ma se costui è anche un maestro di cose tecniche allora sei davvero un uomo fortunato!
Grazie all’immancabile e impareggiabile tejo, ho recuperato l’archivio di tutti i post che risalgono fino al 2003.
Peccato non avere più i primi vagiti di questo blog che giravano su una ormai preistorica versione di PHPNuke (Sì, esiste ancora).
Sono uno che idealizza il passato, da sempre. Mai riuscito a fare a botte con qualcosa più vecchio di qualche mese, nemmeno fosse la peggior cosa mai successa.
Così mi sono messo in testa che devo recuperare 4 anni di post che si sono persi nel passaggio dal vecchio blog a questo.
Ho un file CSV che non riesco ad importare in WordPress, ma è già qualcosa.
Oggi mi sono ricopiato a mano qualche post, metedo dannatamente lento ma è bello rileggere cose di qualche anno fa.
Quattro anni significano molto nella mia vita, soprattutto questi ultimi 3-4. E di questi tempi, guardarsi un po’ indietro per capire come si è arrivati fino a qui, di certo non fa male.
Di cosa stiamo parlando in realtà ?
E’ come quando arrivi in cima alla montagna, la vetta che ti eri prefisso quando la mattina ti sei alzato dal letto.
Hai il fiatone, le gambe rigide per la salita, i piedi che vorrebbero scalciare via gli scarponi. C’è il sole ma l’aria è fredda e ti sferza il viso con una forza che non è certo un benvenuto.
Sei solo e solo su te stesso riesci a concentrarti: fatica, freddo, dolore.
Poi sposti lo sguardo all’indietro, da dove sei venuto: il sentiero che si perde tanto lontano che non puoi vedere da dove sei partito, dove è casa tua.
E cominci ad accorgerti del panorama, splendido come solo una fatica così grande poteva meritare. Butti via il passato che zavorra e conservi i ricordi, è così che si va avanti senza perdere la strada.