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	<title>.[dot]coma &#187; Chiamatemi Pindaro</title>
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	<description>frammentario, discontinuo, confuso: un blog</description>
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		<title>Qui un tempo era tutta campagna</title>
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		<pubDate>Fri, 22 Jul 2011 13:50:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Peo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Chiamatemi Pindaro]]></category>
		<category><![CDATA[Ma guarda...]]></category>

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		<description><![CDATA[Dopo le ultime disavventure di Gmail torno ad applicazioni che rischiavano di essere spinte in soffitta dalle moderne meraviglie del cloud computing e della filosofia &#8220;tutto online&#8221; di Google. Google Reader nasconde i siti da cui non ci sono aggiornamenti e così possono passare anche degli anni prima che ti accorga che l&#8217;ultimo post di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Dopo le ultime disavventure di Gmail torno ad applicazioni che rischiavano di essere spinte in soffitta dalle moderne meraviglie del cloud computing e della filosofia &#8220;tutto online&#8221; di Google.</p>
<p>Google Reader nasconde i siti da cui non ci sono aggiornamenti e così possono passare anche degli anni prima che ti accorga che l&#8217;ultimo post di un certo blog risale al 2007, che un sito non esiste più dal 2009 e che &#8211; oddio, leggevi davvero quella roba?!?<br />
Per fare la conta dei caduti è bastato trasferire le mie sottoscrizioni RSS da Google Reader a Thunderbird.<br />
Sono decine, quasi tutti sono passati nel giro di un paio di anni da 30 post al mese ad una mortale sterilità.</p>
<p>Li capisco, erano tempi in cui tutti aprivano il blog, tutti avevano qualcosa da dire, qualcosa di cui erano esperti.<br />
Poi sono arrivati Facebook, i primi figli, forse anche un lavoro diverso; gli interessi si sono annacquati e si è trovato chi è più esperto ed informato degli altri.<br />
Mi chiedo quanti usino ancora <acronym title="Really Simple Syndication">RSS</acronym>, col suo essere &#8220;really simple&#8221; più a parole che nella realtà della pratica.<br />
C&#8217;è stato un tempo, su Internet, dove ovunque c&#8217;era l&#8217;iconcina arancione con le parentesine concentriche, adesso hanno tutti il bottone blu di Facebook e si clicca &#8220;Mi piace&#8221;.</p>
<p>Come sempre su Internet, sono pochissimi anni, ma sembran secoli</p>
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		<title>Zen cittadino</title>
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		<pubDate>Tue, 01 Jun 2010 13:15:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Peo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Chiamatemi Pindaro]]></category>

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		<description><![CDATA[In questi giorni a Milano l&#8217;aria è limpida e &#8211; sorpresa rara &#8211; se guardi all&#8217;orizzonte vedi le Alpi. Ieri andavo in macchina al lavoro e le potevo vedere in fondo a viale Melchiorre Gioia. Pensavo che ad ogni semaforo un po&#8217; mi avvicinavo a loro e mi son perso a guardarle ad ogni rosso [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>In questi giorni a Milano l&#8217;aria è limpida e &#8211; sorpresa rara &#8211; se guardi all&#8217;orizzonte vedi le Alpi.<br />
Ieri andavo in macchina al lavoro e le potevo vedere in fondo a viale Melchiorre Gioia. Pensavo che ad ogni semaforo un po&#8217; mi avvicinavo a loro e mi son perso a guardarle ad ogni rosso che ho incontrato. Se fossi andato sempre dritto ci sarei arrivato nel giro di un paio di ore.<br />
Svoltare a destra per cercare parcheggio è stato insolitamente doloroso.</p>
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		<title>Lato A, lato B</title>
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		<pubDate>Sat, 10 Apr 2010 07:15:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Peo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Chiamatemi Pindaro]]></category>

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		<description><![CDATA[Fino a poco tempo fa il tempo era un muro alle tue spalle, potevi solo andare guardarti avanti e mettere un passo dopo l&#8217;altro. Da un certo punto in poi, con una rapidità che lascia stupiti, scopri che invece puoi guardarti indietro, che di spazio alle tue spalle nei hai lasciato parecchio a furia di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignright" src="http://i265.photobucket.com/albums/ii203/voolas/kurt-cobain.jpg" alt="kurt cobain" width="107" height="151" />Fino a poco tempo fa il tempo era un muro alle tue spalle, potevi solo andare guardarti avanti e mettere un passo dopo l&#8217;altro. Da un certo punto in poi, con una rapidità che lascia stupiti, scopri che invece puoi guardarti indietro, che di spazio alle tue spalle nei hai lasciato parecchio a furia di camminare. E&#8217; il tempo che è passato e tu ti senti, per la prima volta, vecchio.</p>
<p>Quella parola tabù che mai avresti immaginato di sentirti appiccicata addosso, adesso sembra riuscire a descrivere una parte di te, come ti senti in certi stupefatti momenti.<br />
Credo che tutto questo si chiami invecchiare, e un segnale indiscutibile è quando cominciano a fare film sui uno dei tuoi miti e sai che presto ci sarà un revival degli anni della tua adolescenza e di tutte quelle cose che hai ancora nell&#8217;armadio, nelle scatole lasciate a casa dei tuoi genitori.<br />
La vita è un autoreverse.</p>
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		<title>A saperlo prima</title>
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		<pubDate>Mon, 22 Mar 2010 10:47:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Peo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Chiamatemi Pindaro]]></category>

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		<description><![CDATA[Qualcuno poteva dirmelo prima che a fare il padre ci si sentiva così, ci saremmo evitati tutti decine di post deprimenti su questo blog, tra le altre cose. Felice tra i pannolini, insomma.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Qualcuno poteva dirmelo prima che a fare il padre ci si sentiva così, ci saremmo evitati tutti decine di post deprimenti su questo blog, tra le altre cose.</p>
<p>Felice tra i pannolini, insomma.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Jazz! (Una dichiarazione di amore)</title>
		<link>http://dotcoma.org/2009/03/13/jazz-una-dichiarazione-di-amore/</link>
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		<pubDate>Fri, 13 Mar 2009 16:56:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Peo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Chiamatemi Pindaro]]></category>
		<category><![CDATA[Musica]]></category>

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		<description><![CDATA[Doveva essere uno di quei pomeriggi da studente, un po&#8217; abulici e malinconici, con entusiasmi fortissimi che si spegnevano improvvisamente. I pochi soldi che giravano per le tasche andavano spartiti tra macchina, birre alla spina, affitto della sala prove, libri e dischi. Un budget elementare, ma difficilissimo da far quadrare a quell&#8217;età. Quello non era [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Doveva essere uno di quei pomeriggi da studente, un po&#8217; abulici e malinconici, con entusiasmi fortissimi che si spegnevano improvvisamente.<br />
I pochi soldi che giravano per le tasche andavano spartiti tra macchina, birre alla spina, affitto della sala prove, libri e dischi. Un budget elementare, ma difficilissimo da far quadrare a quell&#8217;età.</p>
<p>Quello non era certo il primo, di pomeriggi passati a bighellonare tra librerie e negozi di dischi, a soppesare copertine come fossero oracoli e Nuove Indie ancora inesplorate.<br />
Non dimentico il gusto di trovarsi di fronte a qualcosa di sconosciuto pronto per te, la curiosità e la promessa di nuovo che ti straniava.</p>
<p>Di fronte al reparto musica jazz, passavo in rassegna i primi CD di jazz della mia vita, con le dovute reverenze e con la smania un po&#8217; bulla di adolescente.<br />
La copertina era una delle più brutte, un disegno scuro che a decifrarlo sembrava una pessima copia di un qualche ritratto, strano scegliere lui in mezzo a tanti ammiccamenti grafici: figure pensose, trasfigurate nello sforzo di produrre suoni, ridenti, grafiche piacevolmente retrò.</p>
<p>Dentro c&#8217;era una musica strana, con melodie che si frammentavano. Monk, con le sue dita tozze, pestava meno note di quanto un pianista avrebbe fatto, come se fosse controvoglia; John Coltrane, ancora giovane, dilagava con le sue prime mitragliate di note, prendeva le melodie e le spezzattava in minuscole rincorse.</p>
<p>La decisione di un attimo ha aperto un mondo, da allora esplorato abbondantemente, ma quel CD dalla copertina brutta e il titolo banale rimane ancora uno dei preferiti e sicuramente quello più amato.</p>
<p><img class="alignnone" title="Thelonious Monk with John Coltrane" src="http://ecx.images-amazon.com/images/I/51OVrhHPZXL._SL500_AA280_.jpg" alt="" width="280" height="280" /></p>
<p>Da ascoltare: <a href="http://www.amazon.com/Thelonious-Monk-With-John-Coltrane/dp/B000UBOS0M/ref=pd_bbs_sr_3?ie=UTF8&amp;s=dmusic&amp;qid=1236963018&amp;sr=8-3">Thelonious Monk with John Coltrane</a>.</p>
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		<title>Aria fresca</title>
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		<pubDate>Mon, 09 Mar 2009 21:13:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Peo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Chiamatemi Pindaro]]></category>

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		<description><![CDATA[Succede che è il tramonto, la luce che muore si porta via tutti i dettgli inutili che ti hanno distratto finora. Ecco che ad un certo punto certi pensieri che avevi sparso nel giorno tornano tutti insieme. Una rimpatriata di amici, la carrellata finale di una commedia un po&#8217; di genere. E&#8217; una specie di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Succede che è il tramonto, la luce che muore si porta via tutti i dettgli inutili che ti hanno distratto finora.<br />
Ecco che ad un certo punto certi pensieri che avevi sparso nel giorno tornano tutti insieme.<br />
Una rimpatriata di amici, la carrellata finale di una commedia un po&#8217; di genere. E&#8217; una specie di illuminazione per chi non può permettersene, un flash a primo prezzo.<br />
Improvvisamente tutto torna. Sei consapevole (quando ti ricapita?); per qualche minuto la tua vita è uno spettacolo niente male e tu sei seduto proprio nel posto migliore: in prima fila.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Iniziare, continuare&#8230;</title>
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		<pubDate>Tue, 09 Dec 2008 23:24:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Peo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Chiamatemi Pindaro]]></category>

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		<description><![CDATA[Mettiamo una mattina qualunque, verso le 8, facciamo che sia lunedì. E poi mettiamoci freddo fuori e un cielo grigio. La fretta dei soliti preparativi, le corse, la ricerca nervosa delle cose. Qualche urto, perchè la casa è piccola. Poi ad un tratto, lei ti prende per mano, ti mette a sedere e ti si [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Mettiamo una mattina qualunque, verso le 8, facciamo che sia lunedì.<br />
E poi mettiamoci freddo fuori e un cielo grigio. La fretta dei soliti preparativi, le corse, la ricerca nervosa delle cose. Qualche urto, perchè la casa è piccola.</p>
<p>Poi ad un tratto, lei ti prende per mano, ti mette a sedere e ti si accoccola addosso come una bambina. Si fa piccola che sembra quasi stare tutta fra le tue braccia.<br />
Un minuto, forse due, senza tante parole. Poi si alza e torna davanti allo specchio.</p>
<p>La giornata riparte, ma non è più la stessa.</p>
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		<title>essilU</title>
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		<pubDate>Thu, 28 Aug 2008 08:33:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Peo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Chiamatemi Pindaro]]></category>
		<category><![CDATA[Onanismo mentale]]></category>

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		<description><![CDATA[Tornare. Quando Ulisse non c&#8217;entra, quando hai fatto tutto il possibile per rallentare sulla via di casa. Ti sei guardato indietro sempre una volta in più del necessario, ma adesso sei a casa. Casa non è necessariamente sempre il posto migliore, quando quello che davvero conta non ha bisogno di valigie per essere sempre con [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://dotcoma.org/blog/wp-content/files/2008/08/ombre.jpg"><img class="size-medium wp-image-167 alignright" title="ombre" src="http://dotcoma.org/blog/wp-content/files/2008/08/ombre.jpg" alt="" width="176" height="234" /></a>Tornare. Quando Ulisse non c&#8217;entra, quando hai fatto tutto il possibile per rallentare sulla via di casa.<br />
Ti sei guardato indietro sempre una volta in più del necessario, ma adesso sei a casa.</p>
<p>Casa non è necessariamente sempre il posto migliore, quando quello che davvero conta non ha bisogno di valigie per essere sempre con te.<br />
Sì, dovevi stare lontano per un po&#8217; per capirlo, per tornare a vedere quello che era lì davanti ai tuoi occhi, ovvio banale.</p>
<p>Un&#8217;isola così grande che è una terra, giornate senza tempo a cui ti sei abituato in fretta, a cui è l&#8217;istinto che ti spinge, come per un bisogno primario.<br />
Posti che sanno di vicino e lontano, presente e passato allo stesso tempo. Odori nuovi, tanti colori. Vento.<br />
E l&#8217;unica costante, unica cosa fissa sempre lì, a portata di sguardo.<br />
Da poterla toccare tutte le volte che vuoi.</p>
<p>Tornare. Storcere il naso di fronte ad un lento ma inesorabile ritorno a gesti e cose che non potevi dimenticare così in fretta.</p>
<p>Sentirsi comunque meglio e pronti. Andiamo.</p>
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		<title>Nostalgie estive</title>
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		<pubDate>Thu, 17 Jul 2008 07:17:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Peo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Chiamatemi Pindaro]]></category>

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		<description><![CDATA[Ah, i bei tempi in cui al lavoro si ballava&#8230;]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><object width="425" height="344"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/mC2xWaHOIQU&#038;hl=en&#038;fs=1"></param><param name="allowFullScreen" value="true"></param><embed src="http://www.youtube.com/v/mC2xWaHOIQU&#038;hl=en&#038;fs=1" type="application/x-shockwave-flash" allowfullscreen="true" width="425" height="344"></embed></object></p>
<p>Ah, i bei tempi in cui al lavoro si ballava&#8230;</p>
]]></content:encoded>
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		<title>StirCamp</title>
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		<pubDate>Mon, 30 Jul 2007 14:29:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Peo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Annuntio vobis]]></category>
		<category><![CDATA[Chiamatemi Pindaro]]></category>

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		<description><![CDATA[Avrete sicuramente sentito parlare di una moda nei corsi di aggiornamento aziendali che consiste nel prendere i manager ed i dipendenti e farli soffrire in maniera sadica: campeggi in condizioni estreme, safari, demolizione di alberghi in ristrutturazione, doppio turno in fonderia non retribuito etc. A tutte quelle aziende che credono che questi metodi possano migliorare [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Avrete sicuramente sentito parlare di una moda nei corsi di aggiornamento aziendali che consiste nel prendere i manager ed i dipendenti e farli soffrire in maniera sadica: campeggi in condizioni estreme, safari, demolizione di alberghi in ristrutturazione, doppio turno in fonderia non retribuito etc.</p>
<p>A tutte quelle aziende che credono che questi metodi possano migliorare le prestazioni lavorative del proprio personale ma hanno qualche problema di budget propongo sessioni di stiratura intensiva, due/tre pomeriggi tra luglio ed agosto, dalle 14 alle 16 in appartamento poco areato e senza aria condizionata, a Milano in zona semi-centrale ben servita dai mezzi pubblici.<br />
I panni da stirare ce li metto io. Non posso fatturare ma accetto buoni pasto.<br />
Le iscrizioni sono aperte fino a fine agosto.</p>
]]></content:encoded>
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