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Archivio di settembre 2006

Question time

venerdì 29 settembre 2006

Possono una buona bottiglia di vino con la giusta compagnia, un incontro inaspettato in metropolitana ed un risveglio che ricorderai per lungo tempo dare senso a qualcosa?

E se la risposta fosse sì?

Preliminari

venerdì 22 settembre 2006

Broken by, il nuovo singolo dei Giardini di Mirò, in anteprima su FluxTV.

Riposiamo in pace

venerdì 15 settembre 2006

Io non lo volevo dire, che ho sempre un certo pudore a parlare male dei morti…

Stavo pensando ad una battuta sagace (ma mi fanno ridere solo quelle degli altri) proprio mentre anche Brodo Primordiale “stava giusto pensando“…

Il tempo fa il suo dovere

venerdì 15 settembre 2006

Il tempo è galantuomo, a volte. Sono riuscito a riascoltare Unsolved dei Karate senza commuovermi. Addirittura canticchiavo e mi muovevo, me lo sono goduto come un qualsiasi altro bel disco, insomma.

Onore ai Karate ma soprattutto ai bei ricordi, che finalmente hanno avuto la meglio su quelli cattivi, anche in animo malinconico come quello del sottoscritto.

Canone

giovedì 14 settembre 2006
Cà|no|ne
s.m.
mus., composizione contrappuntistica in cui un tema viene ripreso a un certo intervallo di tempo e di altezza da una o più voci che si imitano l’un l’altra.

Requiem for a dream

Cosa dobbiamo fare con S.?
Alla sua apprezzabile età, dove ormai la maturità non è più un pregio, ma un requisito minimo indispensabile, ci sono ancora momenti in cui non riesce a credere a quello che vede, in cui si ostina a volere le cose che ha sotto al naso in un modo diverso.

Lo conosciamo bene S., con quel suo lento stancarsi di tutto, con le sue passioni che si sbiadiscono come le tende dei palazzi che vede dalla finestra, con quel suo sentirsi sempre un po’ preso in giro da tutti e quindi cocciutamente solo.

Patetico S., che te la sai cavare da solo e poi ti inginocchi e scodinzoli per l’elemosina di una carezza al momento giusto.
Nessuno ti conosce meglio di te stesso, solo tu cogli certi sintomi quando sono ancora solo piccole coincidenze, segnali lontanissimi.
Magari nascosti in tristissimi e bellissimi film la cui sola colonna sonora ti riporta ai tuoi periodi peggiori, ad un certo passato che non vuole andare a fondo e torna a galla come legno, quelle piccole schegge che non hai mai tolto da sotto la pelle e che al cambiar del tempo tornano a farti male. Neanche fossero vecchie ferite.
Sei ridicolo, S.