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Archivio di novembre 2004

Questa sera si recita a soggetto

giovedì 25 novembre 2004

La parola d’ordine di oggi è bilancio.

Bilancio, s.m.
In un’impresa, un ente e sim., l’insieme dei conteggi dei costi e dei ricavi e delle entrate e delle uscite relativamente a un dato periodo | il documento o prospetto che riassume tale conteggio
Ministero del bilancio e della programmazione economica
fig., confronto complessivo degli aspetti positivi o negativi di una situazione: fare il b. della propria vita; mettere in b., mettere in conto
fisiol., equilibrio di determinate sostanze o gruppi di sostanze nell’organismo, a cui concorrono la respirazione, l’apporto d’acqua, l’alimentazione e l’escrezione, considerare soprattutto gli aspetti negativi

Il governo taglia, a suo dire per la prima volta nella storia della nostra Repubblica, le tasse e riesce lo stesso a far quadrare il bilancio senza scontentare nessuna classe sociale, anzi. Tutti i precendenti presidenti del consiglio, vivi e defunti che siano, si stanno chiedendo “ma come avevo fatto a non pensarci io?”
Bondi è uscito al TG Uno con una dichiarazione di vittoria a metà strada tra il volantino di regime e la dichiarazione d’amore per la compagna di banco.

Il secondo bilancio riguarda i due giorni appena trascorsi: ho capito il significato di riposo, dell’alfa privativo e soprattutto mi sono ricordato il secondo motivo per cui avevo smesso di portare la canottiera.
Al terzo ha contribuito una foto del cantante dei Metallica travestito da nuovo elemento dei Blue, ma questa, come si dice, è un’altra storia e qualcuno potrebbe non gradire.

Siccome non sono stato proprio con le mani in mano o con i denti in bocca, come si dice da queste parti, ho pure scoperto che aveva ragione mio nonno Primo quando diceva che il lavoro nobilita, ma stanca. Oltretutto quando lavoro il blog mi diventa stitico.

Stasera mi è saltato in mente di chiedere ad un’amica com’è stato il suo 2004.
Lo so, è una domanda del cazzo, ma a posteriori mi accorgo che almeno ha il merito di cogliervi d’anticipo: voi cominciate solo adesso a pensare al Natale ed io zac! sono già ai bilanci di fine anno. Dopo aver saltato a piè pari il capodanno scorso, questa volta provo a schivare il peso massimo, la Festa delle Feste. Prima che me lo chiediate, San Valentino non era nemmeno al mio stesso dan e Halloween lo ignoro come in quinta superiore si snobbano i “primini” (o i “quartini” per chi ha fatto il classico).
Com’è stato il mio 2004?
Le prime cose che mi saltano in mente, il riassunto delle puntate precedenti fino ai giorni nostri, non presentano niente che possa essere giudicato bello e positivo senza nemmeno un piccolo dubbio.
Ci sono parecchie altre cose che potrebbero essere definite con una gamma di definizioni e connotazioni dal neutro al pesantemente negativo.
Eppure, se Jim Morrison è morto, Jimi Hendrix è morto, io non mi sento poi così male.
Me la sono sfangata per 11 mesi filati. Ieri ho pure ballato sulle onde di un terremoto. Mi son fatto delle belle mangiate. Son stato male come un cane per un’influenza e per il cronico mal d’amore. Ho cominciato un sacco di cose e le ho lasciate a metà, come al solito.
Si naviga a vista, si va un po’ a zig zag, ma è pur sempre una crociera all inclusive. Con quello che mi costa, me la godo.

Inizialmente questo post si intitolava: E questo come lo intitolo?…Bilanci?, poi mi è venuta la citazione pirandelliana, che fa moderatamente figo perchè è pur sempre colta, ma alla portata di quasi tutti. Comunque il titolo vecchio non lo butto, di sicuro vien buono per un prossimo sproloquio.
Questa sera ho esagerato lo dosi di Profilo Basso n.5, devo andarci piano, con quel che costa.

Bipartisan

mercoledì 24 novembre 2004

E sì, il software libero è proprio per tutti

Eh sì, che palle il blues

martedì 23 novembre 2004

Il mio è un lavoro da guardone:

Buongiorno
[Scruti, osservi, fantastichi e sondi]
Arrivederci.

Buongiorno
[Scruti, osservi, fantastichi e sondi]
Arrivederci.

Poi la sera torni a casa, e le uniche persone che incontri sono le nigeriane del lunedì sera, che ti vengono incontro e ti prendono sottobraccio.
Nessuno che ti risponde al telefono, ed i tuoi pensieri se la prendono con te.

Ovvio che ascolti il blues. E’ banale.
Perchè il blues è banale. Stai male, hai un tormento, e lo ripeti per 12 battute. E poi ancora 12. E 12 ancora, e ancora, e ancora. Senza girarci intorno, senza condimenti. Semplice, senza poesia, così com’è. Brutto, triste e sporco.
E quando arrivi nel letto non sai come spegnerli, questi stupidi pensieri da 12 battute. Che li conosci già, e ti hanno rotto le scatole, che cazzo, sempre loro, sempre gli stessi, Se arrivi a sentirti un personaggio ti metti a ridere, se li prendi sul serio magari piangi, ma non riesci a dormire.
E poi domani ti svegli, e buongiorno buonasera, arrivederci prego.

Non di solo software…

giovedì 18 novembre 2004

In macchina, decine di CD e quello che vorresti ascoltare è sulla cappelliera dietro. Sei in mezzo al traffico, puoi solo imprecare, e poi sei pigro, molto pigro.
Su Radio Popolare si parla di Bill Gates. Tanto avrei ascoltato lo stesso Radio Popolare, a me le altre radio mi fanno venire una specie di orticaria, mi piacciono solo le pubblicità.

A quanto pare, Mr. Windows sta mettendo le zampe sui più importanti archivi fotografici mondiali con la sua Corbis.
Conservare i negativi è molto costoso, e la maggior parte dei proprietari si separa dalle sue collezioni spesso sterminate pur di saperle al sicuro per almeno qualche altro centinaio d’anni.
Quella che Bill ha fatto costruire in Pennsylvania infatti, è una specie di enorme cella frigorifera sotterranea (l’unica a proprietà privata) in grado di mantenere per circa 500 anni i negativi, mentre si cerca di digitalizzarli alla massima qualità possibile. Inutile dire che oltre a conservare queste preziose memorie della nostra epoca, detiene anche tutti i diritti per il loro uso.
Tra l’altro la stessa Microsfot paga fior fiore di diritti alla Corbis, ditta del suo stesso proprietario, per l’uso di immagini.

Quando non sai cosa dire

giovedì 18 novembre 2004

(…)

Everywhere I see your faces,
Everywhere you sing your smile and,
Everytime you’re not around,
It doesn’t matter,
‘Cause you’re everywhere to me.

Everyone you’ve ever known counts on you,
Waits for you,
To come through.
Don’t you know that you’re gonna break through?

And everywhere you came and left,
You came in the name of love and,
Left a wake of happiness and tenderness,
And sweet conflict, sweet conflict.

You hang around,
You come on down,
You come on down,
And it’s on and on and on and on,
It’s on.
It goes on.

You hang around,
You come on down,
But you don’t come down.

Whispering,
Whispering,
Whispering your name.
You’re everywhere, everywhere, everywhere,
To me.
Everywhere, everywhere, everywhere,
To me.

Calling,
Calling,
I’m calling your number,
Calling,
I’m calling your number,
Calling,
I’m calling your number,
Calling your number,
I’m calling your number,
Calling,
You’re everywhere,
You’re everywhere to me.
Everywhere to me.

Bran Van 3000 – Everywhere